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	<title>ConoCirone&#039;s Blog</title>
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	<description>Marketing Innovazione Business life....</description>
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		<title>I soldi non sono tutti uguali: le scoperte della neuroeconomia.</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 16:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>conocirone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le scoperte della neuro economia  dicono che ogni qual volta c’è in ballo un guadagno di soldi, anche piccolo, si eccita la stessa regione del cervello che si eccita per la gola, il desiderio sessuale e la cocaina. Ragion per cui ogni volta che facciamo un affare, scegliamo tra due prodotti scontati, prendiamo una fregatura, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=conocirone.wordpress.com&amp;blog=11516509&amp;post=85&amp;subd=conocirone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://conocirone.files.wordpress.com/2011/04/neuroeconomia1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-87" title="neuroeconomia" src="http://conocirone.files.wordpress.com/2011/04/neuroeconomia1.jpg?w=497" alt=""   /></a>Le scoperte della neuro economia  dicono che ogni qual volta c’è in ballo un guadagno di soldi, anche piccolo, si eccita la stessa regione del cervello che si eccita per la gola, il desiderio sessuale e la cocaina. Ragion per cui ogni volta che facciamo un affare, scegliamo tra due prodotti scontati, prendiamo una fregatura, ci fidiamo di qualcuno o apriamo un conto corrente in banca, si scatena una vera e propria guerra di neuroni, dagli esiti alquanto stupefacenti. I soldi non sono tutti uguali. Il nostro cervello tiene una contabilità che contraddice le teorie economiche e tradisce anche la matematica: al contrario di quanto si potrebbe pensare, quando spendiamo i soldi o li risparmiamo non siamo tanto razionali come crediamo.</p>
<p>La scuola di pensiero marginalista studia l&#8217;economia attraverso un metodo di tipo deduttivo-normativo esaminando solo il comportamento razionale del soggetto economico. I marginalisti cercano di capire e di dimostrare quanto il comportamento economico di un soggetto sia prevedibile e regolare date alcune condizioni.</p>
<p>A ben vedere, come dimostrano gli esperimenti in ambito neuro economico, i consumatori sono meno razionali di quanto possa pensare.</p>
<p>Esempio: il signor Bianchi possiede delle azioni Eni, e durante tutto l’anno ha accarezzato l’idea di venderle per comprare delle azioni Telecom. Ma non l’ha mai fatto, e troppo tardi si accorge che se lo avesse fatto sarebbe più ricco di 10.000 euro. Il signor Rossi invece aveva alcune azioni Telecom, ma le ha vendute per comprare delle azioni Eni. Solo dopo si è reso conto che se le avesse tenute sarebbe più ricco di 10.000 euro. Secondo voi chi si sente peggio?</p>
<p>Gli esperimenti dimostrano che la maggior parte delle persone si sentirebbe molto peggio nei panni del signor Rossi.</p>
<p>In linea di principio la cosa non ha molto senso: dopotutto Bianchi e Rossi non hanno tutti e due 10.000 euro in più sul conto. “La verità prosegue Motterlini “è che Rossi rimpiange qualcosa che ha fatto, mentre Bianchi qualcosa che ‘non ha fatto’, ma che avrebbe potuto fare. E questo fa una grande differenza. Il rimpianto è una sensazione che vogliamo evitare, più di altre”. Il fenomeno psicologico dei conti mentali va contro le teorie economiche accettate: le nostre scelte vanno come nell’ esempio contro la fungibilità del denaro, ma sono mille le trappole in cui cadiamo senza accorgercene.</p>
<p>La neuroeconomia cerca di investigare direttamente quali siano i meccanismi neuronali che entrano in gioco quando l&#8217;essere umano prende decisioni di carattere economico, mostrando che ogni nostra decisione coinvolge il lato emozionale: non è possibile distinguere tra azioni in cui soltanto la deliberazione consapevole razionale ha un ruolo e altre in cui entrano in gioco le emozioni, esiste invece una profonda commistione tra le due dimensioni.</p>
<p>L&#8217;approccio tenta di portare nell&#8217;ambito economico il metodo e le teorie che la psicologia utilizza per spiegare il comportamento umano, con esperimenti in laboratorio che, con sempre maggiore evidenza, mostrano tutti i limiti della teoria della scelta razionale.<br />
Le neuroscienze usano la risonanza magnetica, che mostra le zone di attività del cervello durante il suo funzionamento, per aprire quella scatola nera che è il cervello stesso, di fatto rimasto fino a oggi ai margini di una teoria economica in cui la scelta razionale, che ne è alla base, semplicemente tratta la decisione come un processo ottimo e perfetto.</p>
<p>Fermo sostenitore della scienza come propulsore della conoscenza e  dell’evoluzione, il dubbio è sull’uso delle informazioni che escono fuori dalla scatola nera, e soprattutto sugli effetti di  tali usi sull’evoluzione stessa dell’uomo.</p>
<p>Cono Cirone</p>
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		<title>Il social lending, meteora o innovazione radicale?</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 22:31:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cos&#8217;è il social lending? Praticamente è un prestito sociale, un prestito peer to peer, in cui due privati si scambiano denaro ottenendo entrambi condizioni vantaggiose dal punto di vista dell&#8217;operazione. In altre parole il finanziatore ottiene un tasso di interesse per la somma che cede leggermente superiore a quello che riceverebbe se depositasse la stessa [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=conocirone.wordpress.com&amp;blog=11516509&amp;post=63&amp;subd=conocirone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;"><a href="http://conocirone.files.wordpress.com/2010/12/scambio-sociale-150x1501.jpg"><img class="size-full wp-image-66" title="scambio-sociale-150x150" src="http://conocirone.files.wordpress.com/2010/12/scambio-sociale-150x1501.jpg?w=497" alt=""   /></a></p>
<p>Cos&#8217;è il social lending? Praticamente è un prestito sociale, un prestito peer to peer, in cui due privati si scambiano denaro ottenendo entrambi condizioni vantaggiose dal punto di vista dell&#8217;operazione. In altre parole il finanziatore ottiene un tasso di interesse per la somma che cede leggermente superiore a quello che riceverebbe se depositasse la stessa somma presso qualsiasi sportello, mentre l&#8217;altro privato ottiene un prestito a tassi minori rispetto a quelli esistenti sul mercato attuale.</p>
<p>Ma dove s&#8217;incontrano cittadini che offrono denaro e cittadini che cercano denaro? E come fanno a fidarsi? Esistono numerose società online che si occupano di far incontrare l&#8217;offerta e la domanda, predisponendo dei meccanismi di sicurezza per evitare morosità, e predisponendo una sorta di rating (tipo quello borsistico) degli utenti.</p>
<p>La logica è semplicissima, e internet è lo strumento giusto per far decollare questa tipologia di prestito di moneta, ma perchè non decolla?</p>
<p>Abbiamo avuto numerosi esempi sulla rete di attività del genere, (Boober, Kasbia e Zopa), ma la momento i principali tre servizi di social lending in Italia sono sospesi a causa di alcuni provvedimenti della Banca d&#8217;Italia.</p>
<p>La banca d’Italia, con nota del 250/07/2007, ha ravvisato nel  servizio offerto da Zopa Italia, così come prospettato dalla società,  una prestazione di servizi di pagamento online, il cui esercizio restava  subordinato all’iscrizione nell’elenco generale di cui all’art. 160  TUB. [...] <strong>nel periodo 23 settembre – 7 novembre 2008 la Zopa  Italia è stata sottoposta ad accertamenti ispettivi da parte della Banca  d’Italia</strong>, i quali hanno fatto emergere rilevanti irregolarità, in particolare:</p>
<ul>
<li>contrariamente alle prescrizioni della Banca d’Italia, la gestione della piattaforma online è stata realizzata con modalità che <strong>determinano in capo alla Zopa Italia l’acquisizione della titolarità dei fondi messi disposizione dai lenders</strong> con conseguente obbligo di rimborso. In particolare è stato accertato  che gli incassi e i pagamenti transitano su due conti correnti  infruttiferi intestati alla società. Lo schema operativo adottato  comporta che sul conto Prestatori rimangano disponibilità di entità non  trascurabile per lassi di tempo anche prolungati, derivanti dai bonifici  effettuati dai presattori. Il conto Richiedenti ha, invece,  natura transitoria, con saldi giornalieri estremamente contenuti;</li>
<li>l’ampiezza delle opzioni consentite ai lenders <strong>rende inoltre il rapporto instaurato con Zopa Italia assimilabile a quello di un deposito a vista</strong>».</li>
</ul>
<p>Considerando gli effetti dello sviluppo di questa forma di prestito monetario alternativo sulla raccolta e sul predominio delle banche sul sistema monetario, ho forti dubbi circa l&#8217;effettiva sostanza delle motivazioni eccepite. Penso sinceramente che stiano cercando tutti i modi possibili per sradicare questo fenomeno.</p>
<p>Spero che la rete, per la sua essenza libera dalle lobby, riesca comunque a portare avanti e far conoscere alla massa il social lending.</p>
<p>Cono Cirone</p>
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		<title>Collisione tra protoni a 7 Tev (trilioni di elettron volt).Il bing bang in miniatura al Cern.</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 16:03:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Altro esperimento storico al Cern di Ginevra: lungo l&#8217;anello di 27km gli scenziati hanno ricreato una collisione in miniatura tra protoni ad una velocità mai ricreata prima d&#8217;ora in laboratorio: 7 trilioni di elettron volt. L&#8217;elettron-volt è l&#8217;ordine di grandezza delle energie in gioco nelle reazioni chimiche (infatti le pile, che sono i più semplice [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=conocirone.wordpress.com&amp;blog=11516509&amp;post=51&amp;subd=conocirone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;">Altro esperimento storico al Cern di Ginevra: lungo l&#8217;anello di 27km gli scenziati hanno ricreato una collisione in miniatura tra protoni ad una velocità mai ricreata prima d&#8217;ora in laboratorio: 7 trilioni di elettron volt.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://conocirone.files.wordpress.com/2010/03/04_590-490.jpg"><img class="aligncenter" title="04_590-490" src="http://conocirone.files.wordpress.com/2010/03/04_590-490.jpg?w=497&#038;h=319" alt="" width="497" height="319" /></a></p>
<p style="text-align:left;">L&#8217;elettron-volt è l&#8217;ordine di grandezza delle energie in gioco nelle  reazioni chimiche (infatti le pile, che sono i più semplice dispositivi  elettrochimici, erogano tensioni di ~ 1.2÷1.5 V).  E&#8217; quindi l&#8217;energia con cui sono legati gli elettroni esterni, più  facilmente separabili da un atomo, perciò è anche l&#8217;energia in gioco nei  fenomeni ottici,  che avvengono attraverso una perturbazione degli elettroni esterni, e in  tutti i fenomeni biologici (si pensi alla fotosintesi, come esempio di  fenomeno biologico-ottico-chimico). Le energie caratteristiche degli elettroni più interni di un atomo sono  dell&#8217;ordine dei keV (1 keV = 1000 eV), e sono caratteristiche dei raggi  X. Le energie caratteristiche dei protoni nel nucleo sono ancora maggiori,  dell&#8217;ordine dei MeV (1 MeV = 1 106=1000000 eV) , e sono caratteristiche  dei raggi gamma.  Le energie caratteristiche dei raggi cosmici o delle particelle  accelerate in grandi macchine acceleratrici sono dell&#8217;ordine dei GeV (1  GeV = 1 109 = 1000000000 eV). L&#8217;energia che possiede un protone di 2000 GeV, che una sola macchina al  mondo è attualmente in grado di produrre, equivale a ~3 10<sup>-7</sup> joule; per confronto una zanzara,  con la massa di circa 1 mg, che voli alla velocità di 1 m/s ha  un&#8217;energia cinetica di ~ 5  10<sup>-7</sup> joule.  Però il volume di una zanzara è ~1 mm3 mentre un protone ha un volume di  10<sup>-36</sup> mm3 quindi un grande acceleratore  può essere visto come un concentratore di energia che realizza in uno  spazio piccolissimo una eccezionale densità di energia.  E&#8217; da notare che sebbene eV, keV, ecc. siano definiti inizialmente dalla  quantità di energia ceduta o acquistata da particelle cariche   attraverso un campo elettrico,  si tratta comunque di unità di misura dell&#8217;energia che possono essere  usate per misurare l&#8217;energia cinetica o potenziale di qualsiasi origine,   quindi poiché la forza nucleare agisce in maniera simile tra protoni e  neutroni, si può attribuire ai neutroni in un nucleo un&#8217;energia  dell&#8217;ordine dei MeV, come per i protoni,  anche se non hanno carica  elettrica.</p>
<p style="text-align:left;">A questi livelli far scontrare due  protoni è come far scontrare due aghi  sparandoli dalle sponde opposte dell&#8217;Atlantico, afferma il direttore degli acceleratori e della tecnologia del Cern, <strong>STEVE MYERS.</strong></p>
<p style="text-align:left;">Lo scopo di questi esperimenti è quello di ricreare le prime fasi dell&#8217;Universo, consentendo ulteriori scoperte riguardo a nuove particelle in modo da aprire le porte alla nuova fisica.<a href="http://conocirone.files.wordpress.com/2010/03/04_590-490.jpg"></a></p>
<p style="text-align:left;">tratto e addattato da</p>
<p style="text-align:left;">www.ilsole24ore.com</p>
<p style="text-align:left;">www.ansa.it</p>
<br /> Tagged: <a href='http://conocirone.wordpress.com/tag/cern/'>cern</a>, <a href='http://conocirone.wordpress.com/tag/collisione-tra-protoni/'>collisione tra protoni</a>, <a href='http://conocirone.wordpress.com/tag/record-al-cern/'>record al cern</a>, <a href='http://conocirone.wordpress.com/tag/scontro-tra-protoni/'>scontro tra protoni</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/conocirone.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/conocirone.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/conocirone.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/conocirone.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/conocirone.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/conocirone.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/conocirone.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/conocirone.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/conocirone.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/conocirone.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/conocirone.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/conocirone.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/conocirone.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/conocirone.wordpress.com/51/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=conocirone.wordpress.com&amp;blog=11516509&amp;post=51&amp;subd=conocirone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>5 domande al padre del marketing&#8230;.</title>
		<link>http://conocirone.wordpress.com/2010/03/26/5-domande-al-padre-del-marketing/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 18:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>conocirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[marketing efficace]]></category>
		<category><![CDATA[Philip Kotler]]></category>
		<category><![CDATA[tendenze marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Riporto l&#8217;articolo tratto da &#8220;HSMGLOBAL&#8221; Prima della sua partecipazione al World Marketing &#38; Sales Forum ecco cinque domande a Philip Kotler sulle chiavi per mantenere un marketing efficace. 1) Gli annunci creativi e i forti investimenti in pubblicità non sembrano dare oggi gli stessi risultati che in passato. Rimangono ancora strategie vincenti? Sì. A prova [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=conocirone.wordpress.com&amp;blog=11516509&amp;post=40&amp;subd=conocirone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto l&#8217;articolo tratto da  &#8220;HSMGLOBAL&#8221;<a href="http://conocirone.files.wordpress.com/2010/03/00000674171.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-44" title="Philip Kotler" src="http://conocirone.files.wordpress.com/2010/03/00000674171.jpg?w=300&#038;h=171" alt="" width="300" height="171" /></a></p>
<p>Prima della sua partecipazione al World Marketing &amp; Sales Forum ecco cinque domande a Philip Kotler sulle chiavi per mantenere un marketing efficace.</p>
<p>1) Gli annunci creativi e i forti investimenti in pubblicità non sembrano dare oggi gli stessi risultati che in passato. Rimangono ancora strategie vincenti?</p>
<p>Sì. A prova di questo ci sono le aziende che hanno successo. Una buona strategia è caricare il minor prezzo e offrire un grande valore, come fanno Wal-Mart, Costco, IKEA e Southwest Airlines. Hanno trovato forme innovative per abbassare i costi operativi e di conseguenza hanno potuto ridurre il prezzo finale. Ci sono molti prodotti che la gente compra in funzione del prezzo, soprattutto quando non percepiscono grandi differenze tra essi. Offrire prodotti di qualità eccellente, i migliori della propria categoria, anche dà buoni risultati. Le automobili di Toyota e i detergenti di<br />
Procter &amp; Gamble sono due esempi. Vi sono aziende che si distinguono per una cultura della creatività, come 3M o Sony, che investono costantemente nel rinnovamento del loro portafoglio prodotti.</p>
<p>2) Un modello di business innovativo può essere, di per sé, una proposta di marketing?</p>
<p>Certamente. Basta pensare al successo delle librerie con tavolini e sedie per accomodarsi a prendere un caffè, che funzionano come punto di aggregazione tra amici o come cornice per conferenze e concerti.</p>
<p>3) Quali condizioni deve riunire il marketing delle esperienze per essere efficace?</p>
<p>Se pensiamo al prodotto, il disegno gioca un ruolo importante, perché è vitale che tenga in conto ognuno dei passi dell’esperienza d’uso: fin dal momento in cui un cliente apre la scatola di un computer, per esempio, fino a quando legge il manuale, lo collega e lo accende. Al di là del prodotto, ciò che occorre creare è un’esperienza memorabile per il cliente, un’esperienza che i concorrenti non possano riprodurre. Se un’azienda vende indumenti per sport all’aria aperta potrebbe costruire all’interno dei suoi negozi una parete da scalare, in modo che il cliente provi i capi in situazioni reali.</p>
<p>4) Qual è l’idea di marketing più attraente degli ultimi tempi?</p>
<p>Mi affascina il cosiddetto “buzz marketing”, che è la raccomandazione mediante passaparola. Risale a epoche immemorabili, quando il serpente disse a Eva di mangiare la mela e lei, a sua volta, lo suggerì ad Adamo.  La differenza è che ora è organizzata. Procter &amp; Gamble, per esempio, regala campioni dei suoi nuovi prodotti a cento donne, a condizione che li diffondano tra le loro amiche se di proprio gradimento o che, in caso contrario, se ne dimentichino.</p>
<p>5) Quali sono le principali sfide che affrontano oggi i direttori marketing?</p>
<p>Ogni volta è più difficile raggiungere la gente, avere un nanosecondo di attenzione della persona alla quale inviamo un messaggio.  L’altra sfida è dimostrare il ritorno dell’investimento: quanto è efficace una pubblicità di 30 secondi? E il mailing diretto? E anche è diventato più complesso differenziarci da coloro che copiano i nostri prodotti. C’è una crescente “commoditizzazione” dell’offerta e di conseguenza, il cliente decide in base al prezzo.</p>
<p>Fonte:</p>
<p>http://it.hsmglobal.com/notas/43649-5-domande-al-padre-del-marketing</p>
<br /> Tagged: <a href='http://conocirone.wordpress.com/tag/marketing/'>marketing</a>, <a href='http://conocirone.wordpress.com/tag/marketing-efficace/'>marketing efficace</a>, <a href='http://conocirone.wordpress.com/tag/philip-kotler/'>Philip Kotler</a>, <a href='http://conocirone.wordpress.com/tag/tendenze-marketing/'>tendenze marketing</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/conocirone.wordpress.com/40/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/conocirone.wordpress.com/40/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/conocirone.wordpress.com/40/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/conocirone.wordpress.com/40/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/conocirone.wordpress.com/40/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/conocirone.wordpress.com/40/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/conocirone.wordpress.com/40/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/conocirone.wordpress.com/40/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/conocirone.wordpress.com/40/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/conocirone.wordpress.com/40/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/conocirone.wordpress.com/40/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/conocirone.wordpress.com/40/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/conocirone.wordpress.com/40/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/conocirone.wordpress.com/40/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=conocirone.wordpress.com&amp;blog=11516509&amp;post=40&amp;subd=conocirone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Va  in pensione il vecchio trapano del dentista: a sostituirlo ci pensa il plasma.</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 10:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>conocirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[cura della carie]]></category>
		<category><![CDATA[dentista]]></category>
		<category><![CDATA[gas plasma]]></category>
		<category><![CDATA[igiene dentale]]></category>
		<category><![CDATA[innovazioni mediche]]></category>
		<category><![CDATA[salute dentale]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo una lunga e onorata carriera, il tanto temuto trapano sta per andare in pensione. Nell&#8217;arco di 3-5 anni infatti le carie si potranno curare con lampi di gas plasma freddo, che, senza danneggiare il dente e spruzzato nella carie, ripulisce da tutti i batteri patogeni ed elimina il tessuto infetto. La soluzione rivoluzionaria è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=conocirone.wordpress.com&amp;blog=11516509&amp;post=32&amp;subd=conocirone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong><strong></strong>D<a href="http://conocirone.files.wordpress.com/2010/01/dentista_con_trapano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-33" title="dentista_con_trapano" src="http://conocirone.files.wordpress.com/2010/01/dentista_con_trapano.jpg?w=228&#038;h=300" alt="" width="228" height="300" /></a>opo una lunga e onorata carriera, il tanto temuto trapano sta per andare in pensione. Nell&#8217;arco di 3-5 anni infatti le carie si potranno curare con lampi di gas plasma freddo, che, senza danneggiare il dente e spruzzato nella carie, ripulisce da tutti i batteri patogeni ed elimina il tessuto infetto.</p>
<p>La soluzione rivoluzionaria è proposta dell&#8217;equipe di Stefan Rupf dell&#8217;università Saarland ad Amburgo. Secondo quanto riferito sul Journal of Medical Microbiology, i lampi di plasma nel giro di pochi secondi sono in grado di ridurre di 10 mila volte la concentrazione di batteri dentali. Oggi per rimuovere le carie, il risultato di un&#8217;infezione batterica che corrode smalto e dentina, si agisce con il trapano, rimuovendo il tessuto infetto e quindi intaccando l&#8217;integrità del dente.</p>
<p>Il «gas plasma» consiste di una nube reattiva di particelle cariche elettricamente (radicali liberi) prodotta dall&#8217;azione di un forte campo elettromagnetico su acqua ossigenata vaporizzata. Oggi è già in uso per la sterilizzazione di strumenti chirurgici sensibili al calore poiché la temperatura di questo processo con il plasma non supera i 50 gradi. Il plasma usato dai ricercatori tedeschi è un plasma freddo e indolore; gli esperti lo hanno testato su dentina estratta da denti umani e «cariata» dai due principali batteri della carie, Streptococcus mutans e Lactobacillus casei. Gli esperti hanno bombardato i denti in provetta per 6, 12 o 18 secondi e constatato che ciò è sufficiente per eliminare il tessuto infetto. Più a lungo il dente è esposto al getto di plasma maggiore è la densità di batteri eliminata. «Grazie alla bassa temperatura si possono uccidere i microbi preservando i denti», spiega Rupf. In questo modo totalmente privo di contatto fisico col dente stesso, il sorriso è al sicuro e la seduta dal dentista cessa di essere un incubo. «La ricerca in questo campo ha fatto già enormi progressi &#8211; conclude Rupf &#8211; e da qui a 3-5 anni il trattamento clinico delle carie col plasma sarà realtà».</p>
<p>Link al “Journal of Medical Microbiology”:</p>
<p><a href="http://jmm.sgmjournals.org/cgi/content/abstract/59/2/206">http://jmm.sgmjournals.org/cgi/content/abstract/59/2/206</a></p>
<br /> Tagged: cura della carie, dentista, gas plasma, igiene dentale, innovazioni mediche, salute dentale <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/conocirone.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/conocirone.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/conocirone.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/conocirone.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/conocirone.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/conocirone.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/conocirone.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/conocirone.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/conocirone.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/conocirone.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/conocirone.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/conocirone.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/conocirone.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/conocirone.wordpress.com/32/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=conocirone.wordpress.com&amp;blog=11516509&amp;post=32&amp;subd=conocirone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Temporary shop, pop-up store: nuove tecniche di vendita per nuove esperienze di shopping.</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 17:45:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>conocirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[experience marketing]]></category>
		<category><![CDATA[pop up store]]></category>
		<category><![CDATA[retail]]></category>
		<category><![CDATA[temporary store]]></category>
		<category><![CDATA[temporay shop]]></category>

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		<description><![CDATA[Ottimizzano i costi, valorizzano la marca, aumentano la notorietà, generano guadagni diretti dalle vendite e sono sempre più utilizzati dalle aziende come strumento di comunicazione e marketing. La moda dei Temporary Shop e’ partita in Inghilterra: era il 2003 quando per la prima volta nel Regno Unito venne aperto il primo negozio temporaneo, poi New [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=conocirone.wordpress.com&amp;blog=11516509&amp;post=17&amp;subd=conocirone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ottimizzano i costi, valorizzano la marca, aumentano la notorietà, generano guadagni diretti dalle vendite e sono sempre più utilizzati dalle <a href="http://conocirone.files.wordpress.com/2010/01/nivea-770006-300x199.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-16" title="Nivea" src="http://conocirone.files.wordpress.com/2010/01/nivea-770006-300x199.jpg?w=497" alt=""   /></a>aziende come strumento di comunicazione e marketing. La moda dei Temporary Shop e’ partita in Inghilterra: era il 2003 quando per la prima volta nel Regno Unito venne aperto il primo negozio temporaneo, poi New York, Berlino, Parigi e Milano. È l’ultima frontiera del marketing: i temporary store o temporary shop, negozi aperti a tempo determinato che compaiono all’improvviso nel contesto urbano e velocemente si dissolvono, arricchiti di eventi e di comunicazione non convenzionale.</p>
<p>Solo a Milano nell’ultimo anno circa 150/200 aziende hanno organizzato un negozio temporaneo in una delle tante location che costituiscono l’offerta cittadina, ormai davvero ricca e variegata per tipologie degli spazi (circa trenta), metrature e localizzazione.<br />
Anche la ricerca di Convegni:”Il mercato degli eventi in Italia. Outlook 2009” ha evidenziato quest’anno per la prima volta una voce importante degli investimenti di event marketing dedicata ai temporary store: scelti per il 12,5% dei lanci di prodotto. Una chiave di lettura di questo fenomeno, inquadrandolo in un contesto più generale, la dà Massimo Costa, direttore generale di Assotemporary, l’associazione di categoria: “Come dice efficacemente il filosofo e sociologo Zygmunt Bauman, oggi viviamo in una società liquida, dove identità e appartenenze hanno mutato significato e le strutture sociali sono divenute fluide. Tutto si fa più rapido e si dissolve e ricostruisce da un giorno all’altro. Anche le modalità di distribuzione risentono di questa propensione alla fluidità”.</p>
<p>I Temporary Shop sono la risposta alla crisi economica internazionale? Se lo stanno chiedendo in molti in questo periodo, nel quale i negozi aperti solamente per un breve periodo di tempo stanno nascendo come dei funghi. Un po’ in tutta Italia e’ boom di Temporary. Era il Natale del 2007 quando i Temporary Shop hanno fatto la loro prima comparsa in Italia. Molti i brand che ci hanno venduto i loro prodotti nei temporary store: Prada, Benetton, Roberto Coin, Nike, Guru e molti altri ancora.</p>
<p>Temporary Shop: nome in inglese, concetto molto semplice, un negozio che rimane aperto solo per un determinato periodo. Non a caso i Temporary Shop vengono anche chiamati Pop-Up Store, insomma roba che appare e che scompare. I Temporary Shop vanno di gran moda e solitamente vengono aperti in luoghi particolarmente rappresentativi (zone esclusive, alla moda o addirittura in gallerie d’arte) per creare una sorta di evento e poi scomparire. E’ una strategia del marketing che si distacca dalla classica e tradizionale idea del negoziante di fiducia; insomma prende la spersonalizzazione dei centri commerciali perchè non fai in tempo a creare un rapporto col commerciante, mentre dal negozietto mutua lo spazio. Il Temporary Shop è talmente temporaneo che in vetrina c’è anche un countdown che indica il tempo che manca alla chiusura definitiva.</p>
<p>Un consumismo futurista dai tempi accellerati che rispecchia una civiltà urbana frenetica e dai minuti contati. La lancetta sembra tiranneggiare anche lo “slow shopping”, tradizionale usanza di acquisto mediterranea basata sull’equivalenza fondamentale: acquisto=relax, brutalmente soppiantata dagli acquisti online in risicate pause pranzo e dal così detto “temporary store”, il negozio evento che appare e scompare.</p>
<p>La differenza sostanziale tra un Temporary store e un Pop-up store va ricercata, a mio avviso, nell’approccio in fase di lancio dello store: mentre per il primo si tratta di un negozio che occupa per un periodo di tempo predeterminato e limitato (si va da qualche mese a pochi giorni) uno spazio in zone altamente rappresentative con l’obiettivo dichiarato di creare “l’evento” e di giocare sulla curiosità indotta dalla limitatezza, i pop-up vengono aperti all’improvviso senza annunciare nulla a nessuno, contando solo sul tam tam, sul passaparola opportunamente indotto. In entrambi i casi riveste un ruolo importante e decisivo lo spazio espositivo, l’ambiente e l’atmosfera che si crea e viene vissuta durante l’esperienza nel Temporary shop.</p>
<p>Confrontare un tamporary shop con un punto vendita tradizionale secondo me è inefficace ai fini di una comparazione tra forme di vendita in quanto non stiamo parlando di due forme distributive, ma, a mio avviso, i primi sono degli strumenti di marketing che nel lungo tempo hanno l’obiettivo di far aumentare i clienti verso i tradizionali punti vendita che distribuiscono i marchi venduti nei temporary shop.</p>
<p>Per ora possiamo solo affermare che questa nuova tecnica di vendita ha portato un po’ di ottimismo, permettendo così di fronteggiare anche un po’ la crisi..</p>
<br /> Tagged: experience marketing, pop up store, retail, temporary store, temporay shop <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/conocirone.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/conocirone.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/conocirone.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/conocirone.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/conocirone.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/conocirone.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/conocirone.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/conocirone.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/conocirone.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/conocirone.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/conocirone.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/conocirone.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/conocirone.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/conocirone.wordpress.com/17/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=conocirone.wordpress.com&amp;blog=11516509&amp;post=17&amp;subd=conocirone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il successo delle CROCS: grazie al passaparola un prodotto poco funzionale ed elegante ha vissuto un successo strabiliante.</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 23:34:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>conocirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing e comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli economisti, nonostante gli infiniti sforzi di ricondurre a schemi razionali i comportamenti dei consumatori, vengono ripagati con comportamenti sempre più spesso imprevedibili e inaspettati. Tra i molti casi di successo quello di cui si parla in quest’articolo riguarda gli zoccoli Crocs, la cui storia inizia nel 2002 quando i fondatori della società (tutti e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=conocirone.wordpress.com&amp;blog=11516509&amp;post=4&amp;subd=conocirone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/Users/Cono/AppData/Local/Temp/moz-screenshot.png" alt="" /><a href="http://conocirone.files.wordpress.com/2010/01/crocs-suck.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5" title="crocs " src="http://conocirone.files.wordpress.com/2010/01/crocs-suck.jpg?w=300&#038;h=269" alt="" width="300" height="269" /></a>Gli economisti, nonostante gli infiniti sforzi di ricondurre a schemi razionali i comportamenti dei consumatori, vengono ripagati con comportamenti sempre più spesso imprevedibili e inaspettati.</p>
<p>Tra i molti casi di successo quello di cui si parla in quest’articolo riguarda gli zoccoli Crocs, la cui storia inizia nel 2002 quando i fondatori della società (tutti e tre residenti nel colorado) decidono di sviluppare e commercializzare un innovativo tipo di calzatura, chiamata appunto Crocs.</p>
<p>Inizialmente concepite come calzatura da barca  e per attività all’aperto, diventano subito un vero e proprio fenomeno e vengono universalmente accettate come scarpa per ogni occasione, comoda e alla moda.</p>
<p>Il fenomeno Crocs conosce la sua espansione nel Bel Paese nell’estate 2007.</p>
<p>Che cosa allora ha spinto i consumatori verso questi prodotti? Come spesso succede oggi, il loro successo è nato innanzitutto attraverso il passaparola, strumento che internet sa sviluppare meglio di qualunque altro mezzo. Sono nati infatti spontaneamente in rete tanti forum, blog e siti per parlare di questi zoccoli.</p>
<p>Inoltre, la prima azienda che ha dato il via al fenomeno – quella che ha creato le Crocs – ha saputo gestire con efficacia gli strumenti di marketing a disposizione.</p>
<p>All’inizio ha limitato la disponibilità dei prodotti per i consumatori. Cioè ha creato l’immagine di qualcosa di prezioso e difficile da ottenere. E ha rafforzato questo concetto facendolo indossare in pubblico da attori famosi; il successo così è arrivato, tanto che oggi anche gli zoccoli delle decine di aziende che hanno imitato il prodotto originale sono comunque chiamati Crocs, che è diventato il nome dell’intera categoria merceologica.</p>
<p>Soprattutto però l’azienda delle Crocs ha saputo dare a tali prodotti un’identità di tipo ludico che rappresenta la vera chiave del loro successo. Ha scelto un nome accattivante e vagamente infantile ed è anche un diminutivo di Crocodiles, animali aggressivi ma resi simpatici nell’immaginario collettivo da numerosi film d’animazione. Coerentemente a ciò, l’azienda ha scelto anche un marchio circolare dal quale sbuca il volto di un coccodrillo antropomorfizzato e sorridente.<br />
Ma sono principalmente le caratteristiche specifiche del prodotto ad attribuire a quest’ultimo una natura ludica e divertente: gli oltre 20 colori, la maggior parte dei quali originali e improbabili, l’impiego della plastica (lo stesso materiale con cui sono fatti i giocattoli) e la forma goffa e buffa.<br />
Esiste infine un’altra ragione in grado di spiegare il successo ottenuto dalle Crocs: la possibilità di personalizzazione. Mediante infatti le Jibbitz – delle spillette di varie forme (fiori, animali, cuori, ecc.) che si mettono nei diversi fori – il consumatore può rendere un prodotto che è seriale e standardizzato qualcosa che è soltanto suo. Può dunque anche in questo modo continuare a divertirsi con il prodotto.</p>
<p>Un caso come questo testimonia come un uso “efficacemente creativo” degli strumenti del  marketing mix contribuisca al successo di un prodotto. Le Crocs sono riconosciute come scarpe comode, economiche, simpatiche, divertenti, antiscivolo; le Crocs vengono vendute con prezzi da 28 a 50€, un prodotto di massa, personalizzabile con le jibbitz quindi differenziabile secondo i gusti e le preferenze del consumatore. La promozione del prodotto è stata implementata efficientemente consentendo un passaparola sui vari social network, forum e blog. La vendita capillare è garantita attraverso il sito internet e attraverso numerosi punti vendita in tutto il mondo.</p>
<p>(tratto ed adattato da MARK UP)</p>
<br /> Tagged: crocs, forum, marketing mix, passaparola, scarpe antiscivolo, scarpe crocs, social network <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/conocirone.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/conocirone.wordpress.com/4/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/conocirone.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/conocirone.wordpress.com/4/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/conocirone.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/conocirone.wordpress.com/4/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/conocirone.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/conocirone.wordpress.com/4/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/conocirone.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/conocirone.wordpress.com/4/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/conocirone.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/conocirone.wordpress.com/4/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/conocirone.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/conocirone.wordpress.com/4/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=conocirone.wordpress.com&amp;blog=11516509&amp;post=4&amp;subd=conocirone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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