Il social lending, meteora o innovazione radicale?

Cos’è il social lending? Praticamente è un prestito sociale, un prestito peer to peer, in cui due privati si scambiano denaro ottenendo entrambi condizioni vantaggiose dal punto di vista dell’operazione. In altre parole il finanziatore ottiene un tasso di interesse per la somma che cede leggermente superiore a quello che riceverebbe se depositasse la stessa somma presso qualsiasi sportello, mentre l’altro privato ottiene un prestito a tassi minori rispetto a quelli esistenti sul mercato attuale.

Ma dove s’incontrano cittadini che offrono denaro e cittadini che cercano denaro? E come fanno a fidarsi? Esistono numerose società online che si occupano di far incontrare l’offerta e la domanda, predisponendo dei meccanismi di sicurezza per evitare morosità, e predisponendo una sorta di rating (tipo quello borsistico) degli utenti.

La logica è semplicissima, e internet è lo strumento giusto per far decollare questa tipologia di prestito di moneta, ma perchè non decolla?

Abbiamo avuto numerosi esempi sulla rete di attività del genere, (Boober, Kasbia e Zopa), ma la momento i principali tre servizi di social lending in Italia sono sospesi a causa di alcuni provvedimenti della Banca d’Italia.

La banca d’Italia, con nota del 250/07/2007, ha ravvisato nel servizio offerto da Zopa Italia, così come prospettato dalla società, una prestazione di servizi di pagamento online, il cui esercizio restava subordinato all’iscrizione nell’elenco generale di cui all’art. 160 TUB. [...] nel periodo 23 settembre – 7 novembre 2008 la Zopa Italia è stata sottoposta ad accertamenti ispettivi da parte della Banca d’Italia, i quali hanno fatto emergere rilevanti irregolarità, in particolare:

  • contrariamente alle prescrizioni della Banca d’Italia, la gestione della piattaforma online è stata realizzata con modalità che determinano in capo alla Zopa Italia l’acquisizione della titolarità dei fondi messi disposizione dai lenders con conseguente obbligo di rimborso. In particolare è stato accertato che gli incassi e i pagamenti transitano su due conti correnti infruttiferi intestati alla società. Lo schema operativo adottato comporta che sul conto Prestatori rimangano disponibilità di entità non trascurabile per lassi di tempo anche prolungati, derivanti dai bonifici effettuati dai presattori. Il conto Richiedenti ha, invece, natura transitoria, con saldi giornalieri estremamente contenuti;
  • l’ampiezza delle opzioni consentite ai lenders rende inoltre il rapporto instaurato con Zopa Italia assimilabile a quello di un deposito a vista».

Considerando gli effetti dello sviluppo di questa forma di prestito monetario alternativo sulla raccolta e sul predominio delle banche sul sistema monetario, ho forti dubbi circa l’effettiva sostanza delle motivazioni eccepite. Penso sinceramente che stiano cercando tutti i modi possibili per sradicare questo fenomeno.

Spero che la rete, per la sua essenza libera dalle lobby, riesca comunque a portare avanti e far conoscere alla massa il social lending.

Cono Cirone

~ di conocirone su 1 dicembre 2010.

Una Risposta to “Il social lending, meteora o innovazione radicale?”

  1. Ciao!
    Due righe per dire che è attivo da un anno il sito di Prestiamoci, community italiana di prestiti tra persone.
    Proprio oggi Nova ci ha citato in un suo articolo, vi lascio il link alla nostra rassegna stampa: https://www.prestiamoci.it/sites/default/files/Nova24_02.12.10.pdf.
    Grazie per l’attenzione e a presto!
    Lo staff di Prestiamoci

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